Non si può non aver letto…

… qualcosa di Oriana Fallaci. Magari anche solo una intervista nel passato.
Lei in questo momento si trova nella vita successiva – senza sapere ovviamente se il Padreterno gli avrà riservato un posto tra le nuvole, tra le nebbie o tra le fiamme. E quindi credo che non si possa essere tacciati di utilizzo della lingua in modo forsennato e in posti poco belli da pronunciare se si parla di qualcuno che la sua vita l’ha vissuta e ne ha sempre regalato un pezzettino al mondo intero. E adesso non può alzare la cornetta e chiamare un direttore per farti l’aiutino a scrivere davvero sui giornali.
Lei ci ha lasciato un grande aiuto per la comprensione della realtà. L’ha sempre raccontata guardando al presente ma con un briciolo di occhiata verso il futuro. Verso l’eternità di certe cose che si ripetono e si fanno sempre vedere magari con abiti diversi.
Ringrazio una persona in particolare, e lui sa perché, di avermi fatto leggere un reportage della Fallaci che parla dei giovani. Nel passato c’erano condizioni diverse, tra cui una è la mancanza di tecnologia. Ma gli schemi lei li aveva capiti benissimo. E non aveva fatto una battuta di tasto in meno per farli capire a tutti i suoi lettori e colleghi avidi di quei reportage davvero speciali.
Oggi ricorre la sua morte, dieci anni fa. Se mi senti Oriana, e se mi permetti di darti del tu, ci manchi tanto…

Non può che far piacere…

… che Zanardi abbia vinto l’oro. Non per la medaglia in se, ma per il fatto che c’è bisogno di un esempio come il suo per dare coraggio a uomini e donne, ragazzi e ragazze per superare la barriera di una disabilità magari capitata senza volere, pur non tralasciando quelli e quelle che dalla nascita sono leggermente diversi.
Anche se sei cieco, insegnano le Paralimpiadi 2016, oltre a tutte le altre, puoi essere un formidabile atleta, se ti impegni nello sport. Beneinteso: non si può fare di tutti i disabili degli atleti. Ma se qualcuno magari senza gambe volesse essere uno schermidore o diventare un lanciatore del peso pur non vedendo, cioè essendo cieco, perché non provarci?
Perché non dimostrare prima di tutto a se stessi e poi al mondo intero che non si è solamente un peso morto, qualcuno che è bene lasciare a casa propria letteralmente a fare le ragnatele? E poi: perché fare di uno sportivo un essere privo di problemi quando magari averne o averne avuti può essere la spinta giusta per raggiungere dei risultati?

Benvenuti…

Questa è la copia annuale del Blog dell’Estate.
Qui potrete trovare tuto quello che vi ha tenuto compagnia durante l’estate su queste pagine.
Buona lettura!